venerdì 12 giugno 2009

Il libro magico

Sull'albero di casa di mia nonna sono nate le ciliegie, quest'anno.
Strano come lo scorso invece, sia stato così povero di frutti.
Torno a scrivere, ma non a cucinare.
Sono mesi che nella vena culinaria di cui facevo vanto su questo blog ha smesso di scorrere linfa creativa.
NON SONO PIU' CAPACE DI CUCINARE.
Mia nonna è morta da due mesi e la frase fatta vuole che dica che con Lei è andata via una parte di me.
La verità è che con Lei è andata via tutta me stessa.
L'attività che ho sempre considerato terapeutica, non riesco a coltivarla, perchè mi fa male.
Oggi ho letto che la bellezza delle ferite interiori sta nel fatto di guarire con il tempo, mentre invece sarebbe giusto restassero sempre vive, che ti facessero sentire il loro peso, così da rimanere indelebili e indimenticabili.
Cerco da mesi di elaborare un dolore che è troppo privato per trovare una minima espressione culinaria.
IO NON SO PIU' CUCINARE.
Mi si sono assuefatti i sensi, ovattati.
Deve essere successo lo stesso alle emozioni che per me sono la base della cucina.
Mi manca e ho paura.
Paura di dimenticare le bombe fritte con la crema a merenda, lo strutto, le sue irriproducibili ma curative tisane, la pizza cotta nella stufa a legna sulle lattine aperte dell'olio, gli gnocchi, la stracciatella, i pizzicotti, i ravioli con la ricotta ancora calda della sua amica Lidia, il pane abbrustolito sulla stufa e messo nel latte al mattino.
Paura perchè non l'ho aiutata a vivere abbastanza per insegnarmi tutto questo.
So che il punto di partenza è il suo libro di ricette.
L'ho sottratto agli altri il giorno in cui mia nonna è morta.
In quel libro c'è la tenerezza di una generazione, la dolcezza di una donna nascosta in una scrittura spigolosa, la sapienza delle dosi.
Nessun ingrediente in più di quelli che sfogliando un libro di cucina troverete per le ricette.
Eppure il gusto delle sua cose era speciale.
Ho capito con il tempo che l'unico suo segreto era l'amore per la vita perchè quando ha smesso di crederci, ha smesso anche di cucinare.
Vi posto la ricetta del "ciambelotto", che altri non è che una ciambella classica.
I "ciambelotti" di mia nonna erano giganteschi, le crescevano che sembrava avesse messo tre bustine di lievito tutte insieme e ci chiedevamo tutti come facesse.
Nessuno allora sospettava ci avesse messo "solo" amore.

Ciambelotto

(un kilo abbondante d'amore)
4 uova
8 chuchiai zucchero
mezzo bichiero olio
1 bichiero latte
un limone
farina
una bustina (di lievito, n.d.r.)


Accendete il forno. Separate rossi dai bianchi. Montate a neve i bianchi e i rossi con lo zucchero finchè non ne potete più. Unite lentamente ai rossi la farina per evitare i grumi. Altrettanto lentamente unite il latte e l'olio.
Assemblate con gli albumi, la bustina e il limone grattuggiato. Ungete una teglia con burro e farina.
Non abbiate fretta. Lasciate che i profumi di dolce vi riempiano la casa.
E soprattutto, non guardatela: perchè, se no "si smonta"....
http://www.youtube.com/watch?v=3_lOXVgYhsE

3 commenti:

clamilla ha detto...

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Con simpatia:
Clamilla (su giallo zafferano sono martinaS)

marguerited ha detto...

ciao
è molto bello quello che hai scritto e anche commovente.
grazie
marg

chiccodicaffè ha detto...

grazie!è un piacere ricevere commenti disinteressati...